#Riflessi_oni I Frattali di Jackson Pollock

“L’arte è importante perché commemora le stagioni dell’anima.
Un evento speciale o tragico nel viaggio dell’anima: l’arte non è soltanto per sé, non è un semplice segnale della propria intelligenza.
È una mappa per coloro che verranno dopo di noi. (…)
L’arte delle domande, l’arte delle storie, l’arte nelle mani sono tutte il frutto di qualcosa, e questo qualcosa è l’anima.
Ogni volta che alimentiamo l’anima, è garantita una crescita.”
Donne che corrono coi lupi

Ho appena iniziato a leggere questo classico, che ancora mancava alla mia esperienza personale. Mi è stato suggerito, mi è stato donato in prestito e credo che, forse proprio per questo, sia un incontro da accogliere con cuore e mente aperti.

Le connessioni che ci aiutano a portare alla luce aspetti della nostra vita e nuove consapevolezze possono avvenire nei modi più diversi.
A volte è la nostra ricerca costante a delineare la strada. Altre volte è un incontro — un incontro di anime — che ci indica un sentiero che già vibra dentro di noi, ma che non abbiamo ancora il coraggio o il passo giusto per intraprendere.

L’unico vero motivo per cui qualcosa non si manifesta è che scegliamo di rimanere immobili.
Ma se continuiamo a cercare il meglio per noi, alimentando benessere e curiosità, prima o poi arriveremo a quella scoperta necessaria per la nostra formazione. Non una formazione professionale, ma quella che riguarda il nostro essere umani. Esseri pensanti su questa Terra, con il compito di vivere con consapevolezza il tempo che ci è concesso.

Ed eccomi qui a raccontarvi la mia ultima connessione, vissuta in questo febbraio ormai alle spalle.Una connessione tra la mia amata ARTE e la curiosità che da sempre nutro per il nostro grande e immenso Universo.

Dopo aver conosciuto l’Associazione Quasar di Prato — che ringrazio per la costante e preziosa divulgazione scientifica che porta avanti sul territorio — mi sono ritrovata, in una delle loro serate, ad ascoltare una conferenza tenuta dalla Dott.ssa Daria Guidetti, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Il tema era quello dei rifiuti spaziali.
La serata si è aperta con un frame tratto da un film di fantascienza (Gravity) e con una frase che mi ha attraversata: “Questa non è fantascienza. Questa è realtà.”

Gli spunti sono stati molti. Ma ciò che mi ha davvero colpita è stata la consapevolezza di quanto le interconnessioni possano diventare complici di un viaggio straordinario. Di come la conoscenza possa arricchire il nostro bagaglio personale attraverso l’interdisciplinarità delle materie che si intrecciano.

Quando ci è stata mostrata un’immagine che rappresentava la quantità di rifiuti spaziali attualmente in orbita, ho sobbalzato sulla sedia.
Dentro di me ho pensato:
“Ma… sembra un quadro di Pollock!”

Non è forse possibile questa comparazione?

Jackson Pollock non dipingeva in modo lineare e tradizionale. Tracciava il movimento.
Ho iniziato a fare ricerche e ho scoperto che quella suggestione non era così lontana da alcune riflessioni scientifiche.

Nel 1999 il fisico Richard Taylor dell’Università dell’Oregon pubblicò uno studio sulla rivista Nature analizzando le opere di Pollock attraverso la tecnica del Box Counting. Le sue celebri colature di colore rivelavano strutture frattali. In seguito, la teoria fu discussa e messa in dubbio, ma rimane affascinante pensare che l’Action Painting abbia intercettato quell’“ordine nel caos” che la natura stessa ci suggerisce.

Giocando con la mia mente creativa, mi è tornata alla memoria un’opera che avevo citato in una riflessione di settembre 2024: “Respiro Quantico” di Gianfranco Meggiato.

Un omaggio alla nostra struttura molecolare, agli atomi che ci compongono, all’interazione tra scienza e arte. Meggiato descrive le sue opere come “sezioni molecolari ruotanti nello spazio”. Il vuoto è importante quanto il pieno: rappresenta l’energia, l’intangibile.

Siamo polvere di stelle.
Dentro di noi sono presenti gli stessi elementi che abitano l’Universo.

L’arte contemporanea mi ha sempre affascinata perché induce ad andare oltre, a comprendere il gesto prima del giudizio. Prima comprendere, poi esprimere un’opinione.

Le interconnessioni tra discipline mi affascinano profondamente. A volte mi perdo nei miei pensieri, è vero. Ma queste connessioni mi aiutano a uscire dal mio caos per cercare chiarezza e nitidezza.

Non sappiamo se siamo soli nell’Universo.
Ma non serve essere scienziati per interrogarsi su questa domanda: serve una mente aperta e gratitudine verso chi rende la conoscenza accessibile.

Perché comprendere anche solo una piccola parte di ciò che appare complesso è già un atto rivoluzionario verso noi stessi e verso il mondo.

In questo mese mi sono mossa spesso per ascoltare conferenze dedicate all’Universo. Ho incontrato persone appassionate, mosse da una motivazione autentica, che fanno divulgazione come bene comune.

Come Pollock creava energia attraverso gesto e movimento, così Meggiato suggerisce che non esiste staticità ma vibrazione continua.

E allora mi dico — e vi dico — di cercare le vostre connessioni.
Forse la migliore medicina per attraversare questa vita caotica è il movimento. Anche quando genera disordine, genera vita.

La stasi può essere attraversata se la prendiamo per mano, ricordandoci che tutto è connessione.

E voi, quali connessioni state vivendo nel vostro percorso?

Sabrina Murgia